Il ritorno all'utile? "Un obiettivo raggiunto nel 2010, e dunque con un anno di anticipo rispetto al business plan, grazie al taglio dei costi e alla crescita internazionale". Il primo semestre 2011? "In crescita, a parità di manifestazioni, sul fronte degli espositori e dei visitatori". Le prospettive per i prossimi anni? "Sicuramente interessanti, abbiamo appena rinnovato tutti i principali contratti espositivi fino al 2015 e oltre". Duccio Campagnoli, consigliere delegato di BolognaFiere, guarda con ottimismo al futuro del gruppo “ormai solido al secondo posto tra le fiere italiane”.
Partiamo dal risultato forse più lampante, il ritorno all'utile.
È stato reso possibile dagli effetti che il nuovo piano industriale ha prodotto sui costi di gestione e anche dalla crescita internazionale. Anche l'andamento dei tassi d'interesse ci ha favorito. Infine credo che i profitti realizzati siano anche il piccolo segno di una situazione
che, nel 2010, ha visto il business fieristico
andare meglio del previsto. Insomma, le fiere hanno ancora una prerogativa anticiclica?
Sembrerebbe di sì, anche se su questo concetto molti imprenditori restano scettici. A parte questo, ci tengo a sottolineare che, anche nel primo semestre di quest'anno, BolognaFiere ha dimostrato di essere in crescita.
Può fornire qualche numero?
Nel primo semestre 2011, gli espositori sono cresciuti del 5,7% rispetto al semestre precedente. A ciò sono
corrisposti un aumento dell'area espositiva (+2%), mentre i visitatori professionali sono aumentati del 7,5% rispetto alle precedenti edizioni. Insomma, nella prima metà del
2011 BolognaFiere ha organizzato e ospitato diverse importanti manifestazioni leader di settore che hanno
registrato, nei numeri, miglioramenti
significativi.
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