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08/06/2026

Seismic Academy XII Edizione di Hilti

Come innovazione, normativa e collaborazione stanno trasformando il settore delle costruzioni in Italia

La dodicesima edizione della Seismic Academy di Hilti ha rappresentato un momento di confronto di alto livello tra istituzioni, professionisti e imprese del settore delle costruzioni. Nel corso della giornata, sono stati affrontati temi chiave come l’evoluzione normativa, la sicurezza sismica e l’innovazione tecnologica.

“Il nostro impegno, che la Seismic Academy racconta e condivide da 12 edizioni, è contribuire a rendere le costruzioni migliori, trasformando ciò che viene progettato in opere realizzabili, sicure e durature. Per farlo, è fondamentale portare tutte le competenze allo stesso tavolo e lavorare insieme affinché ogni dettaglio costruttivo sia curato con eccellenza”, ha esordito Paolo Baccarini, Direttore Ingegneria di Hilti Italia.

La seconda generazione degli Eurocodici: innovazioni e prospettive per la normativa italiana. Intervento a cura del Prof. Raffaele Landolfo, Professore Ordinario delle Costruzioni, Università Federico II di Napoli

La seconda generazione degli Eurocodici entrerà progressivamente in vigore tra il 2026 e il 2028, con date chiave come marzo 2026 per la disponibilità degli standard, settembre 2027 per la pubblicazione nazionale e marzo 2028 per il ritiro definitivo della prima generazione. In particolare, le innovazioni dell’Eurocodice 8 come l’armonizzazione della pericolosità sismica, la revisione degli stati limite e l’introduzione di nuovi approcci progettuali basati sugli spostamenti segnano un passaggio verso una progettazione più prestazionale e resiliente. Per l’Italia si apre quindi una fase strategica di coordinamento tra Eurocodici, Annessi Nazionali e NTC 2018, che richiederà un aggiornamento continuo delle competenze tecniche e un forte allineamento tra normativa, ricerca e pratica professionale.

Dalla verifica alla prevenzione: AssoRUP e Conforma - come migliorare qualità, tempi e costi delle opere

Nel corso della prima tavola rotonda grazie al contributo di AssoRUP è emersa l’evoluzione del ruolo del RUP (Responsabile Unico del Progetto), sempre più distante da una funzione puramente tecnica e oggi chiamato a operare come vero e proprio project manager pubblico, capace di integrare competenze ingegneristiche, giuridico-amministrative e gestionali. In un contesto caratterizzato da elevata complessità progettuale e da una frammentazione degli attori coinvolti, il tema centrale diventa quello del coordinamento: il RUP deve essere supportato da strutture multidisciplinari e da soggetti terzi indipendenti, come gli organismi di ispezione. Ancora da migliorare la qualificazione delle stazioni appaltanti, la formazione specifica, per ottimizzare tempi, costi e qualità delle opere. Infine, secondo il recente report di Conforma emerge un quadro sfidante della progettazione in Italia: la maggior parte delle verifiche evidenzia un’elevata incidenza di non conformità, che rappresentano circa il 70–79% dei rilievi totali, indicando una diffusione strutturale di errori progettuali. Quest’ultimi possono generare ritardi, contenziosi e costi aggiuntivi stimati fino al 15% del valore complessivo, evidenziando la centralità di una verifica preventiva e indipendente per migliorare la qualità dei progetti.

Case study Arup - Stadio Artemio Franchi di Firenze

Il primo caso studio della giornata ha approfondito la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze per evidenziare la complessità dei progetti contemporanei, in cui la sfida principale è integrare innovazione e tutela del patrimonio esistente. Il concept progettuale ha infatti cercato un equilibrio tra valorizzazione delle iconiche strutture originali degli anni ’30 e introduzione di nuovi elementi funzionali, come la copertura leggera e il ridisegno degli spalti, senza alterare lo skyline urbano. Dal punto di vista strutturale, l’intervento ha previsto soluzioni avanzate di miglioramento sismico, che hanno portato l’indice di sicurezza della struttura dal 35% fino a circa l’80%, dimostrando come anche edifici storici complessi possano essere adeguati agli standard contemporanei attraverso un approccio integrato e altamente specializzato.

Tavola rotonda Aecom, Lombardini 22 e Politecnica - Governance tecnica delle opere complesse

Nel corso della tavola rotonda è emersa la centralità della qualità progettuale e del coordinamento lungo tutta la filiera, dalla fase di concept fino alla realizzazione in cantiere. Il dibattito ha evidenziato come uno dei principali punti critici sia il divario tra progettazione e esecuzione: progetti formalmente corretti dal punto di vista normativo non sempre risultano pienamente cantierabili, generando inefficienze, varianti e contenziosi. In questo scenario, la direzione lavori assume un ruolo decisivo, non solo di controllo ma anche di interpretazione e mediazione tra progetto e realtà operativa, con la necessità di verificare preventivamente coerenze, criticità e fattibilità. È emersa inoltre l’importanza di coinvolgere fin dalle prime fasi tutti gli stakeholder, progettisti, imprese, fornitori e clienti, in un processo realmente collaborativo.

Case study – L’esprienza di EXYTE nella gestione di progetti ad alta complessità tecnologica

Nel contributo di EXYTE è emerso come il BIM rappresenti oggi un vero elemento abilitante per la gestione di progetti ad alta complessità tecnologica, come nel caso di data center e camere bianche (ambiente a contaminazione controllata), consentendo un’integrazione continua tra progettazione, costruzione e commissioning. Il modello digitale, costantemente aggiornato e condiviso, diventa infatti uno strumento centrale di coordinamento tra tutte le discipline – architettonica, strutturale e impiantistica – e tra i diversi stakeholder coinvolti, permettendo di gestire in modo efficace tempi, costi e criticità. In cantiere, il BIM evolve da semplice modello geometrico a piattaforma operativa, capace di monitorare avanzamento lavori, pianificare le attività e facilitare la risoluzione dei problemi in tempo reale. Particolarmente rilevante è inoltre l’approccio basato su modularità e design parametrico, che consente maggiore flessibilità e adattabilità alle esigenze in continua evoluzione dei clienti, mentre l’introduzione del design generativo apre a nuove prospettive progettuali, capaci di dialogare con il genius loci.

Case study - Il modello UniCredit per la prevenzione e gestione del rischio su larga scala

L’intervento di UniCredit ha offerto un esempio concreto di gestione evoluta e sistemica del rischio sismico su larga scala, evidenziando come l’approccio non possa più limitarsi al singolo edificio ma debba estendersi all’intero portafoglio immobiliare. A partire dagli obblighi introdotti dal D.Lgs. 81/2008 e rafforzati dalle NTC 2018, il gruppo ha sviluppato una strategia strutturata su oltre 2.700 immobili, adottando criteri di priorità basati su pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, con l’obiettivo primario di garantire la sicurezza delle persone e la continuità operativa. Il progetto ha messo in luce la complessità legata alla varietà degli asset e alla disponibilità limitata di dati, affrontata attraverso modelli avanzati di analisi e mappatura del rischio, fino all’attuazione di interventi mirati di miglioramento sismico o, nei casi più critici, alla rilocalizzazione delle attività.

“Il settore delle costruzioni è strategico per il sistema Paese: vale circa il 10% del PIL e coinvolge quasi 2 milioni di addetti. Eppure oggi affronta sfide profonde: una produttività ancora inferiore di circa il 30% rispetto ad altri settori, un impatto ambientale rilevante con il 39% delle emissioni globali di CO₂ legate all’edilizia, e un gap crescente di competenze, con oltre 200.000 nuove risorse necessarie nei prossimi anni e una forza lavoro in cui il 40% ha più di 50 anni. In questo contesto, l’evoluzione normativa rappresenta un passaggio cruciale, ma da sola non basta: serve una trasformazione che metta al centro innovazione, collaborazione lungo tutta la filiera e qualità realizzativa”, ha concluso Alessandro Savino, Amministratore Delegato di Hilti Italia.



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